Il dibattimento

Nella fase dibattimentale sono previste il massimo delle garanzie: la formazione della prova avviene nel contraddittorio: ad esempio le parti pongono direttamente le domande alle persone esaminate. Si deve assicurare l’immediatezza tra assunzione delle prove e decisione quindi il giudice che decide deve essere lo stesso che ha assistito all’assunzione delle prove.

I principi su cui si basa il dibattimento sono oltre al contraddittorio, quello dell’oralità, dell’immediatezza e della concentrazione.

La sottofase degli atti successivi al dibattimento inizia nel momento in cui l’organo giudicante si ritira in segreto per deliberare in camera di consiglio e termina quando la sentenza è depositata in cancelleria.

La sentenza può essere: di non doversi procedere perché l’azione penale non doveva essere iniziata o non doveva essere proseguita. Può essere, inoltre, di assoluzione perché il fatto non sussiste, perché l’imputato non ha commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato o perché il reato è stato commesso da una persona non imputabile o non punibile per un’altra ragione.

La sentenza, ovviamente, può essere anche di condanna.