Il rito abbreviato

Il rito abbreviato (art. 438 e seguenti c.p.p.) è quel procedimento speciale che consente all'imputato di chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti, salve le disposizioni di cui al comma 5 dell'art. 438 c.p.p. e all'art. 441 comma 5 c.p.p.; il rito abbreviato può essere richiesto negli atti preliminari al dibattimento nei casi di citazione diretta a giudizio, in sede di opposizione al decreto di giudizio immediato o di emissione del decreto penale di condanna.

Al fine della decisione il giudice utilizza, di regola, gli atti contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero; l'imputato può anche subordinare la richiesta di giudizio abbreviato ad una particolare integrazione probatoria.

Al termine del giudizio abbreviato il giudice può assolvere l'imputato o emettere di sentenza di condanna: nell'ultimo caso la pena è ridotta di un terzo se si tratta di un delitto, della metà se si tratta di una contravvenzione.